sabato 20 novembre 2021

NON PIU' A DORSO DI MULO


               


Una galleria della variante di Brienza (foto R. De Rosa - riproduzione riservata)

             

Sembrano lontani anni luce i tempi in cui la Basilicata veniva raffigurata con l’immagine dei muli lungo le stradine impervie dei paesi piccoli o grandi e con quella delle donne eternamente vestite di nero. Molto è cambiato anche se questa terra del Sud, dalle mille risorse, stenta a competere con i colossi del centro e del nord. Un ostacolo insormontabile, ma non è detto. 

Intanto avanzano a passo veloce i lavori per la variante di Brienza, in provincia di Potenza, un’opera di dimensioni gigantesche, il senso del cambiamento in atto: consentirà un collegamento più veloce con la Salerno Reggio Calabria, l’autostrada del Mediterraneo, per merci e viaggiatori. Una mano tesa al turismo e all’economia del Sud. Fa ben sperare. Costo dell’opera intorno a cento milioni.

Il cantiere è enorme: per visitarlo almeno nei punti di maggiore interesse occorre del tempo. Nelle gallerie le maestranze si muovono con disinvoltura anche là dove il rischio non è impercettibile e la mente va al ruspista che ha perso la vita a marzo in una operazione di movimento terra. 

A quanto si sa ci sarà a breve anche il cambio della guardia nella direzione dei lavori: il testimone passa dalle mani di Francesca Marranchelli a quelle di Pasquale Stella Brienza, due ingegneri targati Anas. Gli chiedo quale sarà il suo compito. Vigilare per la piena attuazione del progetto esecutivo, mi risponde.

Insomma un cantiere simile a una città in cui ciascuno si adopera per portare a compimento i suoi incarichi con attenzione e serietà. Disinvoltura nel lavoro delle maestranze ma anche consapevolezza per tenere lontano qualunque errore, piccolo o grande che sia. 

Mentre la grande opera sembra essere lì lì per decollare, mi viene in mente il titolo del libro di Carlo Levi. Cristo si è fermato a Eboli. Un tempo tutto da cancellare? Assolutamente no. Soltanto l’invito per Regione e Governo a considerare i grandi del passato come gli artefici del futuro in atto. E’ fatto giorno di Rocco Scotellaro sicuramente un monito per tutti, il senso di una rinascita che nel secondo dopoguerra sembrava addirittura impossibile. 

  

                                  

  

                   Un viadotto sulla variante (foto De Rosa - riproduzione riservata)

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