lunedì 22 novembre 2021

23 NOVEMBRE E COVID: TERREMOTI A CONFRONTO



                         


Auto schiacciata dalle macerie a Potenza (foto R. De Rosa-riproduzione riservata)



Quarantuno anni fa quella tragica sera che segnò uno spartiacque nella vita di tutti. La terra tremò violentemente, ci sentimmo più fragili e indifesi. Le forze della natura ebbero il sopravvento. Macerie ovunque, mentre dalla Prefettura di Potenza il centralinista, verso l’una di notte, cercava ancora di rintracciare a Roma l’eccellenza Bianco, lo sentii ripetere senza sosta a lungo. Era il Prefetto con incarico per i disastri, giacché non esisteva ancora la Protezione civile. E poi Balvano, Pescopagano, Conza ecc. con le urla dei sepolti vivi. 

Lo sguardo di ciascuno, quella sera stessa o nei giorni successivi, si proiettò verso la ricostruzione, che apparve inevitabilmente come l’unica ancora di salvezza. Scattò subito una incredibile solidarietà,  da Nord a Sud, che riempì il cuore di gioia, nonostante le mille tragedie, personali e collettive, con al centro migliaia di persone impegnate a estrarre morti e feriti dalle macerie.

Quattro decenni sono trascorsi e un altro terremoto ha sconvolto l’umanità intera, questa volta. Il Covid, feroce più di una belva, continua a mietere vittime mentre ci si sente esposti a ogni sorta di rischio.

Frattanto in Europa montano le proteste contro il green pass, contro le vaccinazioni uniche armi di difesa di cui disponiamo per domare questa belva sempre in agguato da due anni ormai. 

Fa pena vedere tanta gente nelle piazze e nelle strade pronta a distruggere, a devastare: al primo colpo d’occhio si è portati a ritenere che chiedono lavoro e sicurezza. Poi, ascoltando bene TV e radio, si capisce che protestano contro ben altro. Incredibile, da non prendere pace.

Questo terremoto e più forte di quello del 23 novembre. Davanti agli occhi corrono le immagini dei camion militari carichi di bare e di tanta gente andata via senza il saluto e l’addio dei propri cari con le terapie intensive considerate inevitabilmente come luogo di morte, eppure sono anche quelle una mano tesa verso chi soffre senza molte speranze. 

Immagini terribili di un tempo presente.


                                              

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